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lunedì 19 settembre 2011

Di Pietro candida il figlio Cristiano, il Trota ha fatto sQuola... (!!)

Dopo il Trota, ecco il Passarìn.


Di Pietro candida al Consiglio regionale del Molise il figlio Cristiano.
Evidentemente, il Trota ha fatto sQuola (scusate l'accostamento indebito tra scuola e Renzo Bossi). Il metodo "sistemiamo i figli grazie al partito" funziona ancora, alla grande.

giovedì 15 settembre 2011

Caberlotto: "Lega Nord in Municipalità di VeMuBu semplicemente ridicola"

Chi mi conosce sa quanto mi piace fare il polemico, ma di solito cerco di trattenermi nelle sedute dei consigli di Municipalità per non far perdere tempo a tutti in sterili polemiche.
Però ieri proprio non ce l'ho fatta: il gruppo della Lega Nord ha presentato una mozione contro l'addizionale Irpef per i veneziani. Niente di male in teoria, anch'io non condivido la scelta dell'addizionale perché ci sarebbero ben altre fonti di spreco su cui risparmiare, aziende municipalizzate in primis. Peccato che a presentare questo documento sia stata proprio la Lega. Sì, la stessa Lega che a Roma ha appena votato una manovra fatta di nuove e più pesanti tasse,

venerdì 24 giugno 2011

Le comiche della Lega senza carta

Pubblico il testo di una mia breve lettera che ho inviato ai giornali locali su quanto è successo in Consiglio comunale durante la discussione sul bilancio di previsione 2011 (su cui, ricordo, io in Municipalità mi sono astenuto). C'è chi contesta scelte urbanistiche, chi lamenta poco controllo sulle aziende partecipate, chi chiede più attenzione a sociale, cultura e giovani e chi... si lamenta perché non gli hanno stampato le carte. Mah, a volte la Lega... proprio non perdona!

Ho letto con sgomento sul Corriere del Veneto del 21 giugno scorso che in sede di discussione sul bilancio in Consiglio comunale, il capogruppo della Lega Alessandro Vianello ha accusato la Giunta perché, poveretti, si sono dovuti "fotocopiare il bilancio a nostre spese, ne abbiamo ricevute solo 3 copie e siamo in 5".
Ebbene, lo trovo un vero e proprio insulto. Verso i veneziani, innanzitutto

martedì 22 febbraio 2011

Una settimana di governo. Da incubo per Venezia

Solo brevi momenti lasciati liberi dal costante monitoraggio della situazione di fuoco in Libia, di cui siamo primi partner commerciali, per cui il nostro Presidente del Consiglio ha avuto parole forti e dure nel condannare le violenze sui civili, spendendosi in prima linea per i diritti umani e la democrazia.. Eh? Come dite? Ah, no! No, dai, non è vero. Non può aver dichiarato che "non vuole disturbare il Colonnello". Non ci credo: dev'essere la solita falsità dei maledetti radical chic, delle onnipresenti toghe rosse! Si sa che Gheddafi non è un dittatore sangunario,

lunedì 6 settembre 2010

Adesione alla campagna "Esponi il tricolore"

Innanzitutto, bentornati. Questa è stata un'estate rovente, in tutti i sensi, tra i tagli ai fondi per scuola, cultura e lavoro e le lotte intestine alla destra.
Da diversi giorni sono nuovamente attivo, lanciato nella mia impresa come consigliere della Municipalità più bella del mondo: Venezia, Murano e Burano.
Questa mattina ho presentato ufficialmente una mozione che propone alla Municipalità stessa di partecipare all'iniziativa della cittadinanza veneziana che chiede a tutti di esporre ai balconi la bandiera italiana domenica prossima, giorno della Festa dei popoli padani. Spero la si riesca a discutere e votare, considerata l'urgenza, alla prossima seduta del Consiglio, giovedì 9 (alle 18 a Ca'Farsetti, per chi è interessato).
I veneziani sono italiani e non si vergognano del tricolore.
Estendo l'invito a tutti coloro che ancora non lo sapessero. Qui di seguito pubblico il testo integrale della mozione.

Venezia, 5/9/2010
Mozione urgente
OGGETTO: "Adesione alla manifestazione dei cittadini per esporre la bandiera italiana il 12 settembre"

Il sottoscritto consigliere di Municipalità,

VISTO
  • che da anni a settembre la Lega Nord e i suoi leader sono ospitati dalla Città, che democraticamente permette di manifestare e di organizzare la loro annuale festa in Riva dei Sette Martiri;
  • che l'anno scorso quattro individui, riconducibili e poi giustamente allontanati dal partito della Lega Nord di Bergamo, hanno pestato a sangue due camerieri, uno tunisino e uno albanese, mettendo a soqquadro il ristorante dove lavoravano, in zona San Marco;
CONSIDERATO
  • che l'articolo 5 della Costituzione Italiana scandisce che la Repubblica è una e indivisibile;
  • che l'articolo 12 della Costituzione Italiana recita: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni"
  • che la Città di Venezia e i veneziani tutti da sempre hanno dimostrato la loro apertura a popoli e genti diversi, nel solco della tradizione di tolleranza e rispetto per l'"altro";
  • che la Municipalità di Venezia - Murano - Burano è un'istituzione decentrata del Comune di Venezia e che entrambe fanno capo allo Stato Italiano;
  • che i consiglieri hanno un ruolo amministrativo e politico in quanto cittadini veneziani (e dunque italiani);
propone che la Municipalità di Venezia - Murano - Burano aderisca alla manifestazione "Veneziani tutti italiani" indetta dai cittadini per il giorno 12/9/2010, apponendo alle finestre dei propri uffici le bandiere tricolori italiane, segnando quindi la propria appartenenza alla Repubblica Italiana, una e indivisibile.

Il consigliere
Marco Caberlotto
Gruppo Italia dei Valori

mercoledì 3 febbraio 2010

Lettera da Renzo Bossi

Caro Marco Caberlotto, sicuramente sai chi sono. Ti scrivo perché voglio essere sincero con te.
Ti chiedo scusa, perché a marzo sarò candidato di punta del partito di mio padre, la Lega Nord, alle elezioni regionali per il collegio di Brescia, che tra l'altro non è nemmeno casa mia.
Ti chiedo scusa, perché la mia candidatura non è frutto di impegno e passione civile, ma del cinico nepotismo del mio papà, che obbligherà tutti gli iscritti leghisti della provincia di Brescia a dare a me la loro preferenza, coronando un sogno: diventare consigliere regionale, per poi, chissà..
Ti chiedo scusa perché, all'età di 23 anni, sono consigliere nominato dal partito del mio papà, la Lega Nord, dell'Osservatorio sulla trasparenza e l'efficacia del sistema fieristico lombardo (sulla scia dell'Expo).
Ti chiedo scusa perché con questa carica piglio 12.000 euro al mese, senza avere la benché minima competenza in materia.
Ti chiedo scusa perché io ho già raggiunto tutto questo, pur essendo stato bocciato per ben 3 volte alla Maturità, mentre tu ti dai da fare a studiare.
Ti chiedo scusa perché sarò candidato nonostante la mia presenza nel partito del mio papà, la Lega Nord, si noti solo durante le feste della giovanile in discoteca o quando gioco a "Rimbalza il clandestino" su Facebook nel tempo libero.
Ti chiedo scusa perché la cosa che mi è riuscita meglio in tutta la mia vita è stata seguire la nazionale di calcio della Padania come dirigente sportivo.
Ti chiedo scusa perché la mia carriera politica vola spedita, col benevolo soffio del mio papà alle spalle, e perché, col debito rispetto, tra due mesi io sarò Consigliere Regionale, o magari Assessore Regionale allo Sport, e tu, sempre che ti vada bene, Consigliere di Municipalità.
In fede
Renzo Bossi
NB: la lettera è un falso, integralmente opera di Marco Caberlotto

martedì 2 febbraio 2010

Medici del Veneto in sciopero perché non pagati

Lo sciopero del personale medico degli ospedali della nostra Regione è significativo.
L'emblema di un territorio forte e spinto verso il futuro, guidato però da una classe politica cieca e sorda, se non per i propri interessi.
Il Consiglio Regionale del Veneto non ha ancora approvato il Bilancio, per l'incapacità di raggiungere una sintesi all'interno dell'attuale maggioranza (PDL, UdC, Lega). Per questo, non si è ancora provveduto a pagare gli stipendi dei medici. Questi giustamente protestano, lanciando un messaggio chiaro ai cittadini: la colpa è di chi governa la Regione.
Che ne pensa di tutto questo il candidato del centrodestra Luca Zaia? Fa forse finta di non vedere, di non sapere che il suo partito, la Lega, ha fatto qui quello che tutta la politica ha fatto in Italia, occupando tutti i posti di comando della macchina della Sanità?
E' ignobile che il governatore Galan, che dopo le elezioni sarà riciclato come ministro, non dica niente a proposito, e lasci che i suoi scarichino le colpe sull'opposizione in Consiglio.

domenica 31 gennaio 2010

Nucleare: una centrale in Veneto? no grazie

Ecco la vera posizione del centrodestra veneto in materia di energia. 
Galan e il PDL vogliono il nucleare in Italia, e una centrale in Veneto. Possibile la scelta del Polesine per costruirla. La provincia di Rovigo o il chioggiotto. 
La Lega fa la politica dei due forni: al governo, a Roma, dice di sì. Nel territorio, però, si dice contraria. 
Luca Zaia, candidato di Lega e PDL alla guida del Veneto e Ministro dell'Agricoltura del governo Berlusconi, non chiarisce la sua posizione, ma evidentemente non parlerà troppo del tema nella sua campagna elettorale, per non perdere troppi voti. 
Da quel poco che si capisce, chi non potrà esprimersi sulla decisione sono proprio i cittadini veneti, visto che hanno già fatto tutto a Roma, l'ENEL e il governo.

venerdì 15 gennaio 2010

Il flop della Lega a Venezia sulle ronde

Eccole. 
Ci hanno fatto una testa così, tra telegiornali e stampa locale. 
Ce le hanno portate alle ultime elezioni, contribuendo a far vincere la Zaccariotto (tuttora Sindaco di San Donà) in Provincia.
Ci avevano dimostrato che erano l'unica soluzione alla delinquenza comune nel Nord.
Insomma, la panacea a tutti i mali.
Eppure, le tanto sbandierate ronde non sono decollate. 
Almeno in Provincia di Venezia.
Al 13 di gennaio la Prefettura non aveva ancora ricevuto una singola richiesta (guarda l'articolo).
Qualche sindaco (Teso di Eraclea, Forcolin di Musile) le aveva invocate per risolvere la microcriminalità.
Deve essere rimasto con un palmo di naso.
Addirittura, laddove le ronde c'erano già, come a Jesolo, ora non ci sono più. Come mai?
E' presto detto: il decreto Maroni prevede, giustamente, che le «associazioni di osservatori volontari per la tutela della sicurezza urbana» siano apartitiche. Insomma, le "camicie verdi", gli spavaldi rondisti padani, dovevano lasciare il passo a cittadini comuni, che, volontari, si impegnassero a controllare il territorio.
Che cosa non ha funzionato? Evidentemente, i cittadini non hanno sentito il bisogno di organizzare ronde o, meglio ancora, hanno capito che la sicurezza non può essere un hobby domenicale, ma va lasciata in mano alle forze dell'ordine.
Visto che le cose stanno così, non posso che complimentarmi con la società civile della nostra Provincia, che ha visto più in là di certi politici.