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sabato 2 aprile 2011

Se chi mi attacca ha (in parte) ragione


Leggo quest'oggi dalla Nuova Venezia questa lettera "Basta lamentarsi del Venezia" che recita, testuali parole: "Volevo chiedere al signor Caberlotto, quante volte è venuto allo stadio? Si lamenta con la società, per cosa? Perché ha fatto la coda? Non ha mai provato ad andare in un qualsiasi ufficio postale? Basta lamentarsi,la società di calcio sta faccendo cose incredibili e voi politici non fate niente. Si faccia un esame di coscienza prima di parlare, ci sono cose più serie da affrontare. Lettera firmata".
Voglio sorprendervi. Dopo aver riso a crepapelle per un bel po', alla fine mi sono detto, beh, alla fine non ha tutti i torti:

giovedì 4 febbraio 2010

Le scuole "tagliate": 25% in meno per le pulizie

In base alle circolari del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, le scuole pubbliche italiane devono risparmiare.
E per risparmiare, non si guarda in faccia a nessuno, tanto meno alla sicurezza e alla salute di noi studenti.
Tant'è vero che il fondo per la sicurezza nel 2010 è stato completamento azzerato.
E per le pulizie, che sono spessissimo gestite da aziende esterne con appalto dato dal ministero a Roma, la Gelmini ha tagliato il fondo del 25%.
E tutto questo ve lo posso assicurare, essendo stato fino a una settimana fa rappresentante d'Istituto del Liceo Benedetti. A scuola nostra, per esempio, il Consiglio d'Istituto, di cui facevo parte, all'approvazione delle modifiche al Bilancio stilerà un documento di contrarietà ai continui tagli ministeriali.
Per di più, si rischia, solo nella provincia di Venezia, di perdere 200 posti di lavoro, delle cooperative e delle imprese che fanno le pulizie nelle nostre scuole pubbliche.
Se proprio devono risparmiare, perché non tagliano le troppe consulenze e gli sprechi del ministero?
E allora non possiamo che essere tutti d'accordo con l'ex vicepresidente della Provincia, Andrea Ferrazzi, ora consigliere provinciale, che ha presentato un ordine del giorno in cui chiede che il Consiglio prenda una posizione contraria ai tagli.

venerdì 15 gennaio 2010

Il flop della Lega a Venezia sulle ronde

Eccole. 
Ci hanno fatto una testa così, tra telegiornali e stampa locale. 
Ce le hanno portate alle ultime elezioni, contribuendo a far vincere la Zaccariotto (tuttora Sindaco di San Donà) in Provincia.
Ci avevano dimostrato che erano l'unica soluzione alla delinquenza comune nel Nord.
Insomma, la panacea a tutti i mali.
Eppure, le tanto sbandierate ronde non sono decollate. 
Almeno in Provincia di Venezia.
Al 13 di gennaio la Prefettura non aveva ancora ricevuto una singola richiesta (guarda l'articolo).
Qualche sindaco (Teso di Eraclea, Forcolin di Musile) le aveva invocate per risolvere la microcriminalità.
Deve essere rimasto con un palmo di naso.
Addirittura, laddove le ronde c'erano già, come a Jesolo, ora non ci sono più. Come mai?
E' presto detto: il decreto Maroni prevede, giustamente, che le «associazioni di osservatori volontari per la tutela della sicurezza urbana» siano apartitiche. Insomma, le "camicie verdi", gli spavaldi rondisti padani, dovevano lasciare il passo a cittadini comuni, che, volontari, si impegnassero a controllare il territorio.
Che cosa non ha funzionato? Evidentemente, i cittadini non hanno sentito il bisogno di organizzare ronde o, meglio ancora, hanno capito che la sicurezza non può essere un hobby domenicale, ma va lasciata in mano alle forze dell'ordine.
Visto che le cose stanno così, non posso che complimentarmi con la società civile della nostra Provincia, che ha visto più in là di certi politici.